Ridiamo con Jexi, ma con attenzione!

Provate ad immaginare che il vostro smartphone cominci a prendere possesso, tramite un’intelligenza propria, della vostra vita, dettandovi cosa fare e come comportarvi. Uno scenario non così tanto fantasioso se ci pensiamo, tutto sommato. Le nostre vite, le nostre quotidianità sono costantemente influenzate dal web e dai social tramite i nostri dispositivi domestici, chi più e chi meno tutti noi oggi viviamo perennemente su internet schiavi di una tecnologia che ci sta rendendo meno consenzienti e sempre più controllati.

Di articoli in merito a quanto sgravi sulla nostra salute questa situazione ce ne sono a bizzeffe, e siamo un po’ tutti moralisti con le vite degli altri, poco coerenti con le nostre. Per questo non utilizzerò questa recensione per farvi la paternale in merito al giusto o allo sbagliato che c’è in tutto questo, poiché anch’io sono schiavo della modernità e di tutte le abitudini che appartengono a milioni di persone in tutto il mondo.

Ho visto questo film però, colto dalla solita noia che ti pervade nelle serate insonni di quarantena, e non pensavo di ridere così tanto pur mantenendo una certa propensione alla riflessione. La comicità insegna che non bisogna per forza far piangere per descrivere una situazione triste e drammatica, l’ironia fa parte di noi e in molti casi vien considerata come una terapia che ci autosomministriamo per non cadere in depressione o in complessi troppo arzigogolati da gestire.

Jexi è così, un film tremendamente leggero e ironico, che ti graffia il cuore ad ogni battuta perché è spiazzante quanta similitudine ci sia in ogni situazione che vedremo raffigurata in quest’opera con la vita reale. Stiamo parlando di una commedia romantica americana-canadese del 2019 scritta e diretta da Jon Lucas e Scott Moore con Adam DeVine, Alexandra Shipp, Michael Peña, Rose Byrne, Justin Hartley, Wanda Sykes, Ron Funches e Charlyne Yi.

Il film ruota intorno alla vita di Phil (Adam DeVine) che sin dalla tenera età cresce con l’abitudine di vivere in simbiosi con il suo telefono. Phil lavora per  un sito web gestito da Kai (Michael Peña). Phil aspira ad entrare nel mondo del giornalismo ed è per questo che aveva indirizzato i suoi sforzi lavorando per il sito web, pur non aspettandosi di ritrovarsi a creare post virali su liste di cose inutili da tutto il mondo, ma Kai si rifiuta di promuoverlo a giornalista.

Durante la fine della giornasta lavorativa, mentre torna a casa, Phil finisce per scontrarsi con una ragazza a piedi e il suo cellulare si danneggia irrimediabilmente, in questa occasione conosce Denice (Wanda Sykes) proprietaria di un negozio di bici, impossibilitato dall’intrattenere un discorso con la ragazza, per via della sua timidezza, Phil torna a casa, sconfortato per il cellulare ma innamorato per la prima volta in vita sua.

 

Il giorno dopo Phil corre in un negozio di telefonia e acquista uno smartphone di nuova generazione, che sia chiama Jexi. Configurando il nuovo dispositivo, Phil dà a “Jexi” l’accesso a tutti i suoi account. Progettato per “migliorare la sua vita”, Jexi cerca aggressivamente di rompere Phil dalle sue cattive abitudini.

Sembra la trama del peggior film di serie B a cui voi possiate assistere, invece vi garantisco che Jexi è un film che non assolutamente sottovalutato. Con le sue morali, diverso da Her (Lei) e molto più adatto ad un vasto target di pubblico, probabilmente consigliato a giovani ragazzi con poca vita sociale reale, ma in fin dei conti a tutti noi, figli e genitori compresi (anche nonni).

E’ possibile una vita senza smartphone? No, io credo proprio di no, ma si può riuscire a limitare le azioni o il tempo con cui interagiamo con esso facendolo di più con le persone piuttosto che vivere per condividere sul web qualsiasi cosa, con il rischio di non apprezzarne più niente di quello che vale.

Come anticipato riderete parecchio, ma alla fine del film resterete amareggiati perché qui si ride per non piangere e la realtà che stiamo vivendo non è una fantasia e non è un film, è una sola, riflettiamoci.