Nostalgia Anni 80 – Blade Runner

Benvenuti a questa seconda parte della, ormai tanto acclamata, nostalgia anni 80. Con questo filone di recensioni andremo a scovare le pellicole più famose che hanno reso questa splendida decade uno degli archi storici più importanti nell’ambito cinematografico e culturale, senza alcun dubbio il periodo più colorato, bizzarro e sperimentale in fatto di generi e sceneggiature, che con gli anni, continuano ad influenzare opere audiovisive contemporanee e del futuro.

Non si può parlare di cinema anni 80 senza citare come la fantascienza abbia, in maniera indiscussa, preso piede nei boxoffice più alti delle classifiche con i maggiori incassi di sempre al botteghino. Naturalmente tenendo conto delle cifre paragonate al carovita di oggi e alle varie svalutazioni e detrazioni fiscali dell’economia mondiale nel corso degli anni, si può notare come questo periodo ha dato il via ad una fiorente crescita maggiori ingressi al cinema da parte delle persone, e di come questo abbia influito a rendere gli USA uno dei paesi con più alto tasso di produzione e guadagno attraverso i primi kolossal della storia.

Fra questi, senza alcun dubbio spicca il film Blade Runner, un thriller atipico dai tratti noire che porta lo spettatore in un futuro (ormai passato 2019) in cui ogni cosa è completamente robotizzata e autonoma, macchine volanti e tecnologie di vario tipo regnano sovrane. Al centro di questa storia, magistralmente diretta da Ridley Scott (il Gladiatore, Robin Hood, Le crociate) e interpretata altrettanto superbamente da Harrison Ford (Star Wars, Indiana Jones,Il fuggitivo), che qui veste i panni di un cacciatore di taglie nonché agenti speciali chiamati “blade runner”.

I replicanti, dalle stesse sembianze dell’uomo, vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. Quelli di loro che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e “ritirati dal servizio”, cioè eliminati fisicamente proprio da i Blade Runner.

Il cast comprende altri big del panorama cinematografico come il compianto Rutger Hauer, e ancora Sean Young, Edward James Olmos e Daryl Hannah. La sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e David Webb Peoples, è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick.

La trama ruota attorno a un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles, e al poliziotto Rick Deckard (Harrison Ford), ormai fuori servizio ma che accetta un’ultima missione per dare loro la caccia.

Del film sono state distribuite, pensate, ben sette versioni differenti. Una versione Director’s Cut è stata pubblicata nel 1992 e messa in commercio in DVD nel 1997. Nel 2007, in occasione del 25º anniversario dell’uscita della pellicola, la Warner Bros. ha pubblicato The Final Cut, una versione digitalmente rimasterizzata e l’unica su cui Scott ha avuto totale libertà artistica. Questa edizione è stata proiettata in un ristretto numero di sale e successivamente distribuita in DVD, HD DVD e Blu-ray.

Resta il fatto che Blade Runner resta un film estremamente contemporaneo, sia per le sue peculiarità narrative, che per il saper trasmettere allo spettatore un’atmosfera distopica di una Los Angeles irriconoscibile. Il parallelismo che contrasta tutto il susseguirsi delle scene di azione ha come contesto una un rapporto relazionale e fisico tra il protagonista e una replicante, che io credo a oggi sia tra i primi e i miglior espedienti realizzati su un argomento simile, cosi forte e anche cosi controverso.

Ad oggi ricordiamo senza alcun dubbio il seguito di questo film Blade Runner 2049, film del 2017 diretto da Denis Villeneuve, in cui Ryan Gosling interpreta il ruolo di protagonista dell’Agente K, e Harrison Ford che riprende quello di Rick Deckard e insieme a loro Robin Wright, Dave Bautista, Sylvia Hoeks, Ana de Armas e Jared Leto.

Ma a mio avviso il primo capitolo resta tra i più avvincenti in assoluto. Un modo indelebile per ricordare ai nostri cuori nostalgici cosa significhi amare il cinema e le sua più ardite sfumature. In ogni caso a smorzare i toni tristi di questa recensione ci penserò io stesso rallegrandovi con la visione di un altro esperimento audiovisivo realizzato tempo fa, parodia di questo film, per cui vi auguro una buona visione e vi invito a riguardarvi Blade Runner.

Saluti e abbracci dal vostro Capitano Alexander