Le favole di Simone, iniziativa di un artista comasco per i bambini di tutte le età

Questa settimana racconteremo la favola di Simone, un artista comasco che ha voluto investire il suo tempo e la sua dote recitativa in un progetto importante e, a mio avviso, molto particolare.

Stiamo parlando di Favole per bambini, rivisitate e raccontate da Simone in chiave recitata e a tratti ballata, con un pizzico di comicità. L’iniziativa parte dalla voglia di creare un intrattenimento dedicato ai più piccini (ma non solo) in questo periodo di quarantena forzata. Un modo molto originale di dare sfogo alla creatività preservando un’importante utilità per questo vasto target di persone.

Ho voluto intervistare Simone Ceschin, amico e compagno di diverse iniziative teatrali, in veste di artefice e performer di questi splendidi video per capire insieme a lui com’è nata questa idea.

Ciao Simo, innanzitutto congratulazioni per la tua iniziativa! Mi piacerebbe sapere come ti è nata questa idea, cosa ti ha mosso nel cimentarti a creare un simile intrattenimento?

Era un’idea latente, ma non ero molto convinto, di solito racconto dal vivo e in video è diverso, ma in questo periodo di quarantena una mia amica che ha una scuola di danza, nella quale ballo Tip Tap, mi ha chiesto di fare qualche video con le mie storie da mandare ai bambini iscritti alla scuola per fargli un po’ di compagnia. Va premesso che io racconto storie ai bambini solo da qualche anno, ma in maniera altalenante recito e faccio spettacoli teatrali da quando ero alle elementari, un mio appuntamento (quasi) fisso degli ultimi anni è la polentata con delitto” della Parada par Tucc… ma da qualche anno sono papà e i bambini prima o poi vanno all’asilo, e se si è fortunati, come lo sono stato io, si potrebbe trovare un asilo che promuove progetti interessanti e spinge sul coinvolgimento dei genitori… e così è da circa 3 anni che ho aderito ad un progetto di narrazione dal vivo di storie ai bambini, non si tratta di leggerle le storie ma proprio di interpretarle. Il progetto si chiama “Genitori Narrano”, lo scopo del progetto è anche di avvicinare i bambini al mondo delle storie attraverso i genitori, valorizzando le loro naturali abilità, ognuno ha il suo stile narrativo personale, non siamo professionisti. Il progetto è promosso dalla scuola dell’infanzia Beretta Carughi di San Fermo della Battaglia, alla guida del progetto c’è il narratore e attore Claudio Milani, narratore delle nostre zone ma che gira l’Italia e che vi invito ad andare a vedere dal vivo anche se non avete figli… portateci i nipoti o i figli dei vostri amici, o fatevi nuovi amici con dei bambini da poter accompagnare, oppure andateci e basta. Questa lunga premessa era doverosa perché è grazie all’asilo, a “Genitori Narrano” e soprattutto a Claudio se ho intrapreso questo hobby e ho imparato le tecniche di narrazione. Questa è la “veloce” spiegazione di come ho iniziato a narrare storie ai bambini, poi c’ho preso gusto, qualcuno ha detto che non sono male e si è sviluppata l’idea di poter raggiungere ugualmente i bambini in un periodo storico come questo… certamente raccontare dal vivo è un’altra cosa (per questo non ero molto convinto), non c’è paragone con l’emozione del “palcoscenico” e la spontaneità dei bambini dal vivo… ma poter tenere compagnia qualche minuto a dei bambini “costretti” in casa mi sembrava una bella idea… e perché no, anche dare qualche minuto di respiro ad alcuni genitori…

Raccontaci un po’, con quale criterio selezioni la favola e in che modo riesci a svilupparla davanti alla camera?

Le prime storie che ho registrato erano quelle del mio (minimo) “repertorio”, nel senso che con “Genitori Narrano” si fa un percorso di diversi incontri e si prepara minuziosamente (dai gesti agli oggetti all’intonazione della voce) una storia, che verrà poi raccontata in una “giornata Genitori Narrano”, che si fa ogni anno tra primavera e inizio estate. Vi invito a cercare il progetto e venire ad ascoltarci, siamo bravi… ahah! Le storie successive le ho scelte tra quelle che leggo la sera ai miei figli per metterli a letto… o da qualche libro che avevo in casa, non sempre sono dei “classici”, ma in ogni caso la storia la “devo sentire” e deve piacermi… altrimenti non riesco a raccontarla! Svilupparla davanti alla camera non è come raccontarla dal vivo, non ci sono sguardi, non c’è quella “chimica” che si crea coi bambini, inoltre per preparare una storia da raccontare dal vivo ci vogliono molte prove e una maggiore cura dei dettagli… diciamo che in video è tutto un po’ filtrato, una volta scelta la storia la personalizzo un po’, la provo qualche volta e poi la registro… e se non viene bene posso sempre rifarla, dal vivo non si può: buona la prima! Certamente è diverso, anche il feedback è diverso, dal vivo è immediato, online arrivano commenti a posteriori, ma quando arrivano i complimenti è ugualmente piacevole. Lo faccio per i bambini, se a loro piace, lo scopo è ottenuto.

Pensi che questa nuova iniziativa proseguirà anche oltre il periodo di emergenza corona virus?

Ci proverò certamente, avrò di sicuro meno tempo da dedicarle, l’idea è di continuare, non ho l’ambizione di diventare uno youtuber milionario, ma mi piacerebbe veramente portare avanti questo progetto… raccontare storie mi piace, se ai bambini piace guardarmi raccontarle tanto meglio… la speranza è sempre però di poter raccontagliele di persona, è quella la mia priorità su questo argomento.

Che cosa vuol dire per te raccontare una storia?

E’ difficile dirlo, è un’emozione, e spiegare le emozioni a parole non è possibile, come dicevo recito a livello amatoriale da anni ma narrare ai bambini è una cosa speciale, probabilmente anche perché ho iniziato a farlo che ero già papà, è anche una bella sfida averli come pubblico perché “tenerli incollati” e attenti non è banale…

Dove possiamo trovare i tuoi video e con quale frequenza li pubblichi?

I miei video li carico sul mio canale youtube “Simone Ceschin”, non ha un nome speciale, la frequenza è di circa 7/10 giorni, a seconda della storia, volutamente non mi do una scadenza precisa…vado proprio in contro tendenza rispetto alle regole del “tubo”.

Ultima domanda, se dovessi scegliere una favola, la tua preferita intendo, quale sceglieresti e perché?

A caldo ti direi “I tre porcellini”, non perché mi piaccia più di tutte le altre a dire il vero, ma perché è stata, senza sceglierla preventivamente tra l’altro, la prima storia che ho preparato e narrato, ai bambini. La mia preferita però è quella che ho scritto (con qualche aiuto da parte di Claudio Milani)  e sto preparando per la prossima giornata di “Genitori Narrano”, è dedicata ai miei nonni, che non ci sono più… dovete assolutamente venire a sentirla.

Ringrazio Simone per il tempo che ci ha concesso e vi invito nuovamente a seguire le sue favole sul suo canale di youtube.

Rinnovo ancora tutta la mia ammirazione per questa iniziativa e consiglio a tutti i bambini, anche quelli più grandi, di non perdersi l’occasione di lasciarsi affascinare da quelle belle storie che hanno fatto la nostra infanzia.  Storie che ancor oggi celano quella forte morale che va ben oltre la normale apparenza, perché le metafore di vita sono nascoste in ogni dettaglio che ci circonda, soprattutto nelle favole.