La Parada Par Tucc si attiva! Ci racconta Veronica le nuove iniziative!

Ora più che mai, dato il momento difficile che stiamo attraversando, sentiamo il bisogno di credere che prima o poi questo periodo difficile passerà. La cosa che più ci manca è, naturalmente, riavere una vita normale, con le nostre abitudini, le nostre attività ma, soprattutto, rivalorizzare il contatto umano.

Nel nostro territorio sono molte le associazioni che in questo periodo di quarantena si danno da fare con moltissime iniziative. Alcune di esse sono indirizzate a quella categoria di persone che hanno bisogno di arte e cultura. Tra queste c’è la Parada Par Tucc, associazione comasca che proprio in questo momento di emergenza a causa del covid19 è impossibilitata nel dare vita a quella che ormai, per tutti noi comaschi, è una dolce tradizione che prosegue da diversi anni, stiamo parlando della Parada. La famosa parata che ogni anno fa riversare nella nostra bellissima città centinaia e centinaia di persone, molte delle quali sfilano grazie ai laboratori artistici che ogni anno si preparano con le loro attività.

Ho voluto intervistare una loro associata, e capire insieme a lei in quale modo riusciremo a vivere le attività di Parada  standocene a casa ma con l’utilizzo dei nostri dispositivi connessi al web che ci consentono, tuttavia, di mantenere dei rapporti con il mondo esterno preservando quello spirito di allegria e aggregazione che ha da sempre contraddistinto questa associazione.

Eccoci qui con Veronica Autorino, associata del gruppo Parada, ma soprattutto mia cara amica. Sei la prima ad inaugurare la sezione interviste di questa rubrica, quindi congratulazioni e grazie per averci concesso il tuo tempo per questa intervista. Partiamo dalle origini, raccontaci del progetto Parada Par Tucc, come nasce e quale il suo scopo?

La Parada Par Tücc è il progetto principale dell’Associazione Par Tücc e nasce a Como ormai più di dieci anni fa, nel 2008. La Par Tücc si ispira e si unisce ad altri progetti simili che in quegli anni erano già presenti sul territorio nazionale, come la Par Tot di Bologna o la Parada di Forli, ma anche a progetti di respiro europeo, come la Zinneke Parade di Bruxelles, considerata un po’ la “mamma” delle parade.
È una sfilata, ma non un carnevale. È una manifestazione, ma non una protesta. È questo e molto di più: il corteo paradesco che si tiene (di norma) tra fine maggio e inizio giugno è solo il punto d’arrivo di un percorso ben più significativo, che vive durante l’arco di tutto l’anno, fatto di riunioni organizzative, ricerca di spazi, persone, idee e organizzazione dei Laboratori.
La Parada è un’occasione di cittadinanza attiva. Nasce per creare un momento di aggregazione e inclusione in città e risveglio della stessa attraverso l’arte in ogni sua forma, uno spazio di libera espressione, insomma. L’intento è proprio quello di unire i più diversi strati sociali, esaltandone i punti di forza, siano essi di contatto o meno, e di dare così vita a una proposta – si badi bene, non una protesta – culturale alternativa
dalla città per la città.
Il progetto si basa sui valori di Libertà, Gratuità ed Ecologia. La Parada è libera, perché è di tutti; è gratuita, perché l’inclusione e l’aggregazione non devono avere ostacoli; è ecologica, perché è ecosostenibile e cerca di restituire una città più bella e pulita di quella che trova.

In che modo la Parada cerca di conseguire alle sue finalità? Quali tipi di attività svolgete sul territorio?

Il cuore del progetto sono sicuramente i Laboratori, dei corsi in cui alcune persone – i Maestri – si mettono a disposizione gratuitamente per chiunque voglia imparare qualcosa di nuovo. Chiunque può partecipare così come chiunque abbia voglia di trasmettere qualcosa può diventare Maestro. Mediamente i Laboratori che si tengono ogni anno oscillano tra i 25 e i 30, da quelli storici presenti fin dalla prima edizione alle chicche una tantum e spaziano moltissimo: danza, musica, teatro, arti circensi, sartoria, drag queen e la lista potrebbe andare avanti! I Laboratori sono la colonna portante perché rappresentano il momento di incontro, di condivisione e di creazione dell’arte paradesca stessa. Come dicevo, si tratta di una proposta dalla città per la città: i Maestri insegnano un’arte ai partecipanti e questi poi la restituiscono, in forma di festa, alla cittadinanza il giorno della sfilata.
Attorno al progetto principale, orbitano poi altre iniziative ed eventi. Ormai conosciuta quasi quanto la Parada è la Polentata con Delitto, una cena con delitto, che si tiene tra e febbraio e marzo, diventata ad oggi il maggior mezzo di raccolta fondi per l’intero progetto. È di solito anche il trampolino di lancio per la Parada, perché segna la data di apertura dei laboratori e di annuncio del tema. Purtroppo, dopo 9 anni, quest’anno è saltata, per i motivi che tutti conosciamo.

Ma ora parliamo di te, com’è nato il tuo amore per questa associazione? Che tipo di ruolo ricopri all’interno di essa?

Ho incontrato la Parada nel 2013, quindi alla sua quinta edizione, a tema Flora e Fauna. Ciò significa che c’erano già state quattro edizioni, quattro edizioni di cui non avevo mai saputo nulla, e scoprire l’esistenza di un evento del genere a Como – a Como, dove, almeno ai tempi, l’unico movimento era quello delle balle di fieno che rotolavano – è stata una meravigliosa sorpresa. L’amore è nato decisamente partecipando alla Parada di quell’anno, con il gruppo, che dire pazzo è poco, di Urban Action (uno dei laboratori storici e che consiglio a tutti di provare prima o poi!). Con la Parada ho provato la bellissima ed emozionante avventura di vivere, per un giorno, la città in un modo del tutto nuovo e diverso: la città diventa allo stesso tempo pubblico, palcoscenico, attrice di sé stessa, e soprattutto diventa tua.
Dopo cinque anni come partecipante, ho deciso che era il momento di passare dietro le quinte e restituire, se possibile, un po’ della bellezza che mi aveva dato la Parada. Ho iniziato a dare una mano nel Gruppo Laboratori, che si occupa di contattare Maestri nuovi e vecchi, trovare gli spazi per le attività, dare il benvenuto ai corsisti e coordinare i Laboratori il giorno della Parada (una faticaccia!). Sotto Parada, le energie sono poi confluite nel Gruppo Logistica, che si assicura che tutto sia a posto per la sfilata. Dall’anno scorso faccio parte del Gruppo Comunicazione e, nello specifico, mi occupo della parte di editing e creazione contenuti sui social: è bellissimo per me poter comunicare e trasmettere l’entusiasmo del e per il progetto.

Quali saranno i progetti futuri che ha in mente la Parada per noi nell’imminente?

Come tutti, ci siamo dovuti un po’ adeguare al momento. Abbiamo dovuto e stiamo ripensando alla nostra offerta, per fare sentire comunque la nostra presenza sul territorio. Questo ha coinvolto, per prima cosa, i Laboratori, che sarebbero dovuti partire proprio pochissimo tempo dopo l’inizio del lockdown. Purtroppo, ci risulta ormai evidente che il solito appuntamento di giugno con la sfilata non sarà realizzabile per quest’anno. Tuttavia, abbiamo voluto comunque che i Laboratori si svolgessero per mantenere il momento di incontro e condivisione che Parada ha sempre creato. Ci siamo riorganizzati e, grazie alla disponibilità dei Maestri, abbiamo spostato l’iniziativa online per le attività che potevano essere svolte in questa modalità (al momento sono disponibili i Laboratori di Videomaking, Giocoleria, Dapo, Hula Hoop, Capoeira, Fotografia, Trampoli e Libri in Parada… tutte le informazioni si trovano sul sito!).
Per sopperire alla mancanza dell’evento a giugno, stiamo pensando a una proposta digitale che possa, da un lato, ricordare i momenti passati e, dall’altro lato, ricreare un po’ di entusiasmo paradesco e non lasciar spegnere le energie in un momento difficile come questo …presto sveleremo i dettagli sulla nostra pagina Facebook!
Ci piacerebbe anche riuscire a recuperare la mancata Parada più avanti, se mai sarà possibile, eventualmente anche in una forma diversa dall’ordinario (tempi straordinari richiedono azioni straordinarie, giusto?). Ma su questo si naviga a vista, ovviamente. Appena i tempi lo permetteranno, che sia la Parada o meno, abbiamo sicuramente tutti una gran voglia di fare qualcosa che riaccenda la vitalità in città!

Prima di salutarci vorrei che tu mi esprimessi il tuo concetto di associazionismo e volontariato in un momento come questo, in cui non sapremo ancora quando e come potremo ricominciare la vita normale di prima.

Io credo che, in un momento in cui tutti siamo isolati gli uni dagli altri, poter sentire l’appartenenza ad un gruppo e un gruppo volontariamente scelto, così come ad un progetto in cui, nonostante le difficoltà, si può continuare a credere sia molto importante. È importante in condizioni normali e lo è ancora di più adesso. Per me, far parte di un gruppo e avere uno scopo da condividere è stata ed è una motivazione non da poco per mantenere un barlume di normalità e tenere accese le speranze di un ritorno ad una quotidianità piena di momenti sociali.
Questo periodo ci ha posto di fronte a delle sfide, la prima delle quali è appunto continuare a credere nelle idee e nei valori che l’associazione ha sempre portato avanti senza lasciarsi prendere dallo sconforto e quindi, in secondo luogo, capire come farlo. Forse, in un certo senso, l’emergenza che stiamo vivendo ha fatto anche emergere e sentire maggiormente questi valori che, nel caso specifico dell’Associazione
Par Tücc, sono anche la condivisione, l’unione e la vicinanza, oggi evidentemente in difficoltà.
È ora fondamentale riuscire a pensare e a prepararsi positivamente per il dopo – perché
un dopo c’è – e non doverlo fare da soli, bensì unendo le energie e la volontà di tutti i volontari non è da dare per scontato.

E’ stato un piacere parlare con Veronica, come lo è stato scoprire che questo importante movimento culturale possa essere vissuto, benché in modalità diverse, con lo stesso entusiasmo di sempre. Sento il bisogno di ricordare che il mondo associativo non si limita a dare un contributo culturale e artistico ma funge da motore trainante per i rapporti umani a noi indispensabili per la vita di tutti i giorni, perché in un futuro non troppo lontano sarà molto più bello e intenso tornare ad abbracciarci e stare insieme. Sono sicuro che la paura del contagio tenderà ad assottigliarsi per fare spazio ad una percezione di condivisione e unità più forte di prima, inarrestabile e coinvolgente , proprio come quella che ci sta già donando la  Parada Par Tucc.