Green Book, un film che fa riflettere!

Siamo nel 1962, New York, il buttafuori italoamericano Tony Vallelonga perde il lavoro causa chiusura del club dove prestava servizio, si ritrova quindi in cerca di occupazione.
Il musicista afroamericano Don Shirley cerca un autista che lo accompagni per una tournée di concerti nel profondo Sud degli Stati Uniti.
I due finiscono per incontrarsi e cominciare un rapporto di lavoro, così Tony diventa l’uomo perfetto per Don pur bypassando le continue divergenze caratteriali tra i due nascerà un’insolita amicizia, basata sulla conoscenza reciproca di due culture diverse ma entrambe soggette a discriminazioni di vario tipo.


Tony e Don viaggeranno di Stato in Stato apprendendo, sorprendentemente, quanto si assomiglino le loro vite e quanto, per certi versi, hanno bisogno l’uno dell’altro per colmare alcune lacune del proprio carattere.
Un film che fa riflettere sulla crudele ignoranza del genere umano, sulla difficile ma possibile coesistenza serena fra i popoli di varia origine, etnia e cultura, su quanto ci possa accomunare e unire l’arte (in questo caso la musica) e su quanto possiamo tutti essere soggetti a terribili pregiudizi.
Ancora oggi in alcune zone del mondo la discriminazione razziale miete vittime di bullismo, violenze e gravi aggressioni, noi stessi come popolo italiano ci lasciamo andare a facili affermazioni di odio e disprezzo per altri cittadini del mondo, soprattutto per coloro che in fuga da guerre e terrore cercano rifugio nel nostro Paese.
Ma ci siamo dimenticati cosa siamo stati noi nella nostra storia? Gli emigrati di oggi sono uguali a quelli che eravamo noi ieri, quanti italiani in cerca di fortuna e lavoro sono andati fuori continente? Trattati spesso con disprezzo, oggi ci siamo dimenticati di queste storie.
Allora guardate questo film, e cercate di capire quanto il mondo possa essere sbagliato per colpa della scarsa cultura di molte persone, della bassa capacità di empatia e comprensione altrui e, questo va sottolineato, non solo per discriminazione razziale.
, spunto preso dal titolo del libro guida turistica per neri, una sorta di opuscolo in cui venivano segnalati gli alberghi, i ristoranti e i luoghi pubblici in cui potevano entrare e usufruire di un servizio le persone nere, è un film straordinario ma semplice in chiave di narrazione.
Un superbo Viggo Mortensen e un altrettanto straordinario Mahershala Ali danno vita a una splendida pellicola ispirata a una storia vera, grazie a una fluidità registica che Peter Farrelly riesce a dominare senza dover forzare in alcun modo la drammaticità degli eventi che si susseguono, mescolando in maniera armoniosa, leggerezza e serietà in un cocktail di colori e suoni che ripercorrono il blues e le melodie dei primi anni sessanta USA.
Dedicato a coloro che hanno bisogno di ricredersi o di osservare da un altro punto di vista, consigliato caldamente a chi vorrebbe cambiare il mondo partendo dal piccolo e valorizzando i rapporti umani che, a mio avviso, sono alla base della nostra stessa esistenza.