Anna ci racconta del Chiostrino, di Luminanda e di quella cultura che a Como manca!

Per la nostra rubrica questa settimana avremo con noi una persona che, grazie alla realtà di cui fa parte, ha dato un forte valore aggiungo alla nostra città di Como. Sia sotto l’aspetto culturale che sociale l’associazione Luminanda ha fatto sì che diverse realtà del nostro paese si siano trovate coinvolte in moltissime iniziative. Nel corso di questi anni infatti, grazie al centro culturale del Chiostrino di Sant’Eufemia , (la loro sede fino a poco tempo fa) è stato possibile vedere crescere eventi e punti di aggregazione per molti artisti e associazioni che hanno dato vita ad un qualcosa di coinvolgente e straordinario, ma più semplicemente ad una forte condivisione.

E’ un piacere per me avere qui con noi Anna Buttarelli che ci parlerà del progetto Luminanda e ci spiegherà cosa è successo in questi giorni in merito alla chiusura, speriamo temporanea, del chiostrino di Sant’Eufemia. La loro sede, location di tante situazioni ed esperienze meravigliose di cui anche il sottoscritto porta dei bellissimi ricordi, oggi al centro dei riflettori per alcuni avvenimenti di poco gradimento.

Anna , grazie per il tempo che ci hai concesso con questa intervista, io direi che si può partire con le presentazioni, quali sono le tue mansioni e le tue attività nell’associazione Luminanda?

Grazie per la possibilità di condividere la nostra esperienza. All’interno di Luminanda con le mie colleghe realizziamo percorsi di costruzione di comunità attraverso l’arte. Insieme progettiamo in rete con altre associazioni e  conduciamo laboratori teatrali ed artistici con un pubblico vario, attente soprattutto alle fasce più fragili.

Come nasce il progetto Luminanda?

L’Associazione Luminanda nasce dall’idea di poter trovare nella dimensione artistica e performativa l’occasione di un incontro autentico ed umano. Questa è la possibilità che ci offre l´arte: di accogliere, di stare e di riformulare la complessità delle relazioni e della vita. Di conquistare il tempo della presenza e l’attenzione allo sguardo. Di dirsi attraverso altri linguaggi. Di ritrovare la meraviglia che sta nelle cose del mondo. Luminanda progetta e realizza percorsi artistici mirati, che possano offrire nuovi punti di vista e rispondere ai bisogni specifici di enti, istituzioni, gruppi e comunità locali. La concezione della cultura e dell’arte intese come strumenti di crescita ed emancipazione si traduce nella ricerca e sperimentazione in ambito teatrale, artistico e socio-culturale attraverso la promozione di laboratori, manifestazioni, spettacoli ed eventi.

E’palese a tutta la città la concretezza dei vostri progetti, quasi sempre destinati al coinvolgimento delle persone e alla condivisione dell’arte. Ti andrebbe di citarci alcuni tra i progetti che vi ha visto coinvolti sul territorio in questi anni?

Ne dico alcuni Alex primo, Il progetto Chiostrino Artificio attraverso la realizzazione di un centro culturale, i progetto artistico “Artifisciò” il piccolo varietà del venerdì sera volto a valorizzare gli artisti del territorio, le rassegne di “Teatro off” create con la partecipazione dei cittadini, il progetto “Musaico” per la valorizzazione inusuale dei musei cittadini attraverso concerti, cacce al tesoro e iniziative a favore delle famiglie, il “Festival della Fragilità” volto a raccontare i percorsi laboratoriali con spettacoli realizzati da ragazzi diversamente abili e da compagnie integrate, il progetto di imprenditoria sociale CouLture Migrante per una sartoria contemporanea e multietnica.

E adesso, purtroppo, questa decisione di lasciare il chiostrino di Sant’Eufemia, ci vuoi raccontare del perché questa scelta?

Abbiamo deciso di chiudere il centro culturale Chiostrino Artificio fino a quando non ci sarà una visione politica e culturale lungimirante in merito alla concessione degli spazi pubblici destinati alla cultura. L’Associazione Luminanda dal 2015 ha riqualificato il Chiostrino di Sant’Eufemia, di proprietà del Comune di Como e ha fatto nascere un centro culturale ben radicato in città, utilizzato da diverse realtà sociali e culturali del territorio, con un flusso di circa 8.000 persone all’anno che hanno fruito di mostre, eventi culturali, laboratori e progetti di inclusione sociale attraverso l’arte. 

A dicembre 2018 la concessione per l’utilizzo dello spazio è scaduta. Da luglio del 2017, in vista di tale scadenza, abbiamo iniziato a dialogare con le istituzioni affinché venisse emanato un bando per la concessione a lungo termine di questo spazio pubblico. Gli scambi avuti possono essere documentati e sono tantissimi. L’amministrazione ha risposto a tutte queste sollecitazioni (telefonate, mail, incontri) in modo discontinuo e incoerente, ‘rimbalzandoci’ da un funzionario all’altro, facendoci produrre documenti, sintesi, analisi, ma senza mai darci nessun riscontro né alcuna risposta definitiva. Gli avvicendamenti politici nella città di Como, che hanno visto alternarsi nei soli ultimi due anni e mezzo tre assessori alla cultura e due dirigenti alle politiche culturali, hanno penalizzato tutti gli operatori culturali del territorio ed è ormai palese che manca una visione politica sul sistema culturale in città. Per rendere possibile e garantire la virtuosa esperienza del Chiostrino Artificio, l’Associazione Luminanda ha attivato negli anni una fittissima rete di contatti e un’importante opera di reperimento risorse, in grado di poter supportare sia lo spazio che le attività culturali che lo popolano e lo rendono, ormai, un punto di riferimento in città. Ora siamo arrivate a non poterci più permettere di portare avanti la programmazione culturale del Chiostrino, che è stata sempre sostenuta economicamente da noi attraverso la ricerca di finanziamenti privati. Il mancato rinnovo della concessione e la mancata emanazione di un bando pubblico per assegnare lo Spazio del Chiostrino di Sant’Eufemia, causa l’impossibilità per l’Associazione Luminanda di sviluppare un progetto sostenibile e di qualità, a servizio dei cittadini. Sentiamo che l’amministrazione pubblica compie un’ingiustizia profonda verso questo progetto e verso la comunità dei soggetti che hanno abitato questo spazio. Chiediamo alle istituzioni di dare una risposta concreta, affinché il sogno di un centro culture possa continuare ad essere realtà.

Quindi per essere chiari il comune non vi ha mai dato alcun tipo di comunicazione in merito alla gestione dello spazio? Di conseguenza intavolando un dialogo fra ambo le parti pensi che qualcosa possa cambiare?

Abbiamo molte volte incontrato i diversi referenti culturali ma non hanno mai preso posizioni chiare verso il futuro. Noi siamo aperti al dialogo ma chiediamo di fare scelte politiche chiare rispetto al futuro degli spazi culturali.

Infine ti vorrei chiedere un tuo parere in merito alla considerazione della cultura e dell’arte nel territorio comasco e cosa pensi che si possa fare per modificare (e migliorare) alcune situazioni come quella che si è creata con voi?

Credo che moltissimi cittadini sentano la cultura come un nutrimento importante ma sono necessari luoghi per coltivarla e viverla. Le associazioni possono allearsi per chiedere delle politiche culturali più lungimiranti. Un’amministrazione pubblica che non valorizza la cultura impoverisce il territorio e la sua identità.

Ti ringrazio tantissimo Anna per il tuo tempo e mi auguro con tutto il cuore di poter rivedere aperto il chiostrino e di poter tornare a collaborare quanto prima possibile con voi e con tutte le altre realtà del posto.

Il mio messaggio a voi lettori in questa occasione è estremamente importante perché grazie a questo articolo mi piacerebbe che più persone conoscano come sono realmente andate le cose, e che insieme, si possa riuscire a fare gruppo per mettere in evidenza un problema che urge di essere risolto il prima possibile.

Perciò se ci tenete alla cultura e all’arte della vostra città, se amate le iniziative proposte dagli artisti e dalle persone che quotidianamente, come Anna, donano il loro tempo per dare vita a idee e sogni di aggregazione e condivisione rivolte a tutti noi, potete incominciare a sostenere delle cause giuste e far sentire le vostri voci a chi di dovere, Ma soprattutto per dare risalto a questa forte mancanza di comunicazione e coinvolgimento.

Si sta parlando di noi tutti, del tempo che abbiamo a disposizione e delle passioni con cui gli diamo valore, e se ci tenete fate sentire che ci siete!

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.