Alessandro Piccinelli, dai fumetti ai sogni, l’intervista esclusiva al noto disegnatore comasco

Questa settimana siamo riusciti a regalarvi una splendida intervista dedicata ad un artista eccezionale. Una
persona che come mestiere dona il suo estro e la sua fantasia al servizio di migliaia di appassionati in tutto il
mondo. Stiamo parlando dell’arte del fumetto e lui è Alessandro Piccinelli, famoso per aver dato vita con le
sue splendide tavole a personaggi memorabili come Tex Willer e soprattutto Zagor.

 

Alessandro, grazie per avermi concesso questa intervista, è un’occasione per i nostri utenti di conoscere un artista come te, presente sul territorio comasco, di un certa importanza nel tuo settore, se dovessi presentarti in poche righe come lo faresti?
Buongiorno a tutti e grazie a te! Sono un lettore di fumetti da sempre che ha avuto la fortuna di trasformare la propria passione nel suo lavoro. Un a cosa che auguro ad ognuno! In due parole, il mio mestiere è raccontare storie, disegnando… almeno ci provo!

Com’è nata la tua passione per il fumetto?
Leggendo fumetti. Non ricordo un momento della mia vita che non avessi un albo al mio fianco, da Topolino a Flash Gordon e, naturalmente, Tex, Zagor, Dylan Dog e tutti i fumetti pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore. Vedendo fin da piccolo quelle meravigliose pagine disegnate da Artisti incredibili, mi è venuto spontaneo prendere una matita e un foglio e cercare di imparare a raccontare.

 

Se dovessi scegliere uno tra i tuoi tanti lavori, qual è la storia che hai dovuto illustrare a cui ti senti  più legato? E perché?
Per Zagor ho disegnato una sola storia, lunga quasi 400 pagine. Sono molto legato, un po’ perchè Mauro Boselli (lo sceneggiatore e allora il curatore della testata) ha scritto una storia splendida, un po’ perchè è la mia storia d’esordio, una palestra fondamentale per farmi capire come muovermi in questo lavoro, imparare le prime cose… è stata un’esperienza incredibile, difficile ma esaltante. Per Tex l’ultima storia con il ritorno di Lupe… impossibile non rimanere affascinati da quella donna incredibile!

A Como e dintorni ci sono molti artisti di un certo calibro che disegnano per svariate case editrici importanti, secondo te qual è il motivo principale per cui quest’arte non viene abbastanza valorizzata attraverso iniziative o eventi? E, sempre secondo il tuo parere, come si potrebbe colmare una lacuna di questo tipo?
Difficile dare una risposta, negli ultimi anni il fumetto è sempre più protagonista di tantissime iniziative ed eventi e ho sempre visto tanti appassionati muoversi per partecipare a fiere e incontri vari. Le idee, i lettori, i progetti, gli autori non mancano… forse, come sempre, bisogna crederci un po’ di più!

In questo periodo di emergenza, molte attività legate all’arte e all’intrattenimento sono state messe in ginocchio, quali sono state le conseguenze per le tue attività?
Ho seguito e seguo con molta attenzione le difficoltà dei vari settori e quindi anche del mio. Spero con tutto il cuore che le cose riprendano al più presto, che tutti possano ritornare alle loro attività, nella speranza che niente venga trascurato da chi prende decisioni e soprattutto che nessuno sia lasciato solo. Per quello che mi riguarda, sono stato fortunato, ho sempre lavorato e l’unico problema è stato quello di reperire il materiale tecnico. Mi sono arrangiato con le scorte che avevo in studio e invece di consegnare a mano in redazione, spedivo via mail.

Ultima domanda, se ti dovessero chiedere di realizzare un fumetto ambientato a Como, come lo
svilupperesti e su che cosa lo baseresti ?
Qualche idea confesso di averla. È un sogno che ho sempre avuto nel cassetto, realizzare un fumetto ambientato a Como. Una location unica! Abbiamo una città meravigliosa, circondata da una bellezza naturale che ci invidiano in tutto il mondo. Ci vedrei bene un noir, genere che adoro leggere. Se ci sono uno sceneggiatore e un editore in ascolto…

Ringrazio con immenso piacere Alessandro per questo appuntamento per la nostra rubrica Millennium 82 e
spero di poterlo incontrare di persona il prima possibile. Mi sento di ringraziare chi come lui riesce a darci
la possibilità di poterci rifugiare in una realtà come quella del fumetto, capace di farci vivere grandi
avventure e forti emozioni.
Sono proprio queste piccole cose che rendono la realtà di oggi più ricca di opportunità per apprezzare da
vicino un arte come questa che, a mio avviso, andrebbe valorizzata e supportata di più soprattutto se si
parla di artisti del nostro Paese.